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Novità epocali per le imprese: obbligo di prevedere lo stato di crisi

Il 10 gennaio 2019 il Consiglio dei Ministri ha approvato il testo del "CODICE DELLA CRISI D'IMPRESA E DELL'INSOLVENZA" (decreto legislativo 14/2019) che rappresenta la normativa che dal 15 agosto 2020 sostituirà l'attuale Legge Fallimentare.


In sintesi la disciplina prevede che, qualora un'impresa superi degli specifici indicatori economico-finanziari, o maturi un certo indebitamento scaduto verso creditori pubblici qualificati, scattino degli obblighi di segnalazione posti a carico degli organi di controllo societari (ove presenti) o dei creditori pubblici qualificati (Agenzia delle Entrate, INPS e Agente della riscossione) ad un "Organismo di composizione della crisi d'impresa (OCRI)" costituito presso le Camere di Commercio.


Il 25 ottobre 2019 sono stati presentati gli "INDICATORI DI ALLERTA DELLA CRISI DI IMPRESA" elaborati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, così come richiesto dall’art. 13 del Codice della Crisi di Impresa.


Le disposizioni sugli indicatori di allerta tentano, giustamente, di dare una nuova visione al rischio di insolvenza dell’impresa partendo da un’analisi preventiva e non consuntiva (quest’ultima rivelatasi sistematicamente inutile e dannosa per l’economia).


Tuttavia le norme contenute nella riforma fallimentare contengono, a nostro avviso, molte insidie e un elevato rischio di introdurre dinamiche potenzialmente destabilizzanti per il mondo delle PMI.


Quali sono le conseguenze per imprenditori e amministratori ?

 


Ecco un riassunto delle principali novità che riguarda TUTTI GLI IMPRENDITORI e alle quali si dovrà prestare particolare attenzione.


IL NUOVO CODICE DELLA CRISI DI IMPRESA RIGUARDA TUTTI


La prevenzione della crisi di impresa riguarda tutti e non si riduce ad un atto volontario dell’imprenditore o alla misurazione di una sensazione che tutto va bene o che qualcosa va male.

La prevenzione della crisi è un obbligo di legge per tutti gli imprenditori: dall’imprenditore individuale alle società di ogni dimensione.

L’obbligo consiste in primo luogo di “rilevare tempestivamente” lo stato di crisi al fine di porvi rimedio o attivare una procedura di composizione della crisi.


COSA DEVE FARE L’IMPRENDITORE

Il Codice della Crisi di Impresa è stato emanato il 14 febbraio 2019 ed entrerà in vigore il 15 agosto 2020.

I nuovi doveri sono così contraddistinti a seconda della tipologia di soggetto:

a) l’imprenditore individuale deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte.


b) l’imprenditore collettivo (società di qualunque tipo e dimensione) deve adottare un assetto organizzativo adeguato ai sensi dell’articolo 2086 del codice civile, ai fini della tempestiva rilevazione dello stato di crisi e dell’assunzione di idonee iniziative.


Si tratta, come sopra anticipato, di una previsione normativa avente la finalità di far rilevare una potenziale crisi in tempo utile per adottare misure idonee a risolvere, se possibile, lo “stato di difficoltà economico-finanziaria”.

QUANDO EFFETTUARE LE RILEVAZIONI

L’adozione di misure idonee o di un’organizzazione adeguata ha l’obiettivo di permettere all’imprenditore di valutare “costantemente” nel tempo la sussistenza dell’equilibrio economico finanziario e l’andamento prevedibile della gestione. Non c’è una scadenza in quanto non si tratta di un adempimento burocratico. Il legislatore sta indicando agli imprenditori che devono dotarsi delle informazioni necessarie per governare consapevolmente la loro attività con una visione in avanti (e non solo sui dati a consuntivo).

Per molte imprese, soprattutto di piccole e medie dimensioni, queste disposizioni rappresentano un significativo cambio nell’approccio gestionale. Non si potrà più navigare a vista, ma sarà necessario fare delle verifiche della situazione almeno con cadenza trimestrale.

COME EFFETTUARE LE RILEVAZIONI

Gli indicatori della crisi di impresa predisposti dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti costituiscono i parametri legali che devono essere presi come riferimento (come detto, con cadenza almeno trimestrale) per valutare se sussistono i sintomi di una crisi aziendale.

Nella sostanza, le verifiche contabili da effettuare riguarderanno:

a) la consistenza del patrimonio netto

Si rende necessario avere la contabilità costantemente aggiornata.

b) la capacità dell’impresa di fronteggiare per un periodo di 6 mesi il pagamento dei debiti con i flussi di cassa in entrata.

Si rende necessario predisporre un budget economico finanziario dal quale rilevare prospetticamente la situazione della liquidità in base alle condizioni di incasso e pagamento.

L’AMMINISTRAZIONE DELL’AZIENDA AL CENTRO DELL’ATTENZIONE

Per quanto sopra esposto risulta evidente che sarà più che mai necessario non trascurare i propri processi amministrativi e contabili. Solo così saranno rispettati i nuovi doveri dell’imprenditore per prevenire la crisi di impresa (ovvero “adottare misure idonee o assetti organizzativi adeguati”).

La contabilità e le previsioni economico finanziarie per la gestione dell’impresa diventano essenziali per mantenere la limitazione di responsabilità nei soci delle piccole srl.

L’OBBLIGO DI ISTITUIRE L’ORGANO DI REVISIONE INTERNO NELLE SRL

Nel caso di società a responsabilità che superano determinati limiti dimensionali per due anni consecutivi (attivo patrimoniale, ricavi e numero medio dei dipendenti) è prevista anche la nomina di un revisore o di un sindaco con funzioni di revisione. Tale nomina deve in certi casi essere preceduta da un adeguamento dello statuto alle nuove disposizioni relative all’organo di revisione da nominare.

Gli amministratori e l’organo di revisione (se nominato) dovranno, ciascuno nell’ambito delle proprie funzioni, attuare le nuove disposizioni e, in caso di mancata applicazione delle nuove norme, saranno illimitatamente e solidalmente responsabili con la società.

COSA SI DEVE FARE NEL CASO EMERGANO INDIZI DELLA CRISI AZIENDALE

Se gli indicatori previsti, ottenuti dalle rilevazioni aziendali, evidenziano una potenziale crisi aziendale scatta l’obbligo per l’imprenditore di adottare senza indugio le misure idonee alla soluzione.

L’imprenditore che non intende o non riesce ad affrontare autonomamente un piano di soluzione, può accedere al procedimento di composizione assistita della crisi facendo “istanza confidenziale e riservata” ad un nuovo organismo denominato OCRI (“Organismo di Composizione della Crisi”) istituito presso ciascuna Camera di Commercio.

L’OCRI svolge una sorta di funzione di mediazione tra impresa e creditori.

LE IPOTESI DI “SEGNALAZIONE” DALL’ESTERNO

Nel caso in cui l’azienda non sia soggetta all’obbligo di nominare il revisore interno, alcune rilevazioni della situazione di crisi verranno effettuate da alcuni soggetti esterni definiti “creditori pubblici qualificati” e più precisamente:
a) Agenzia delle Entrate
b) INPS
c) Agente della Riscossione

Tali creditori hanno l’obbligo di segnalare all’OCRI la situazione di difficoltà dell’impresa sulla base di crediti non riscossi di una certa entità (es. mancati versamenti IVA, mancati versamenti di contributi previdenziali, ecc.).

SOCIETA’ DI PERSONE IN CONTABILITA’ SEMPLIFICATA: COSA ACCADE ALLE SNC e SAS ?

Per questi soggetti si apre sicuramente un preoccupante varco tra gli obblighi previsti e la reale possibilità di farvi fronte.

Si viene a creare infatti una netta contrapposizione tra:
- gli obblighi fiscali (che richiedono adempimenti contabili assolutamente ridotti)
- gli obblighi civilistici (che difficilmente potranno essere rispettati in mancanza di adeguato supporto contabile).

Quindi i soci di questa tipologia di società dovranno valutare con molta attenzione la scelta di mantenere la tenuta della contabilità in base al regime fiscale semplificato.

 

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Autore

ANDREA DAL PONTE

Ragioniere Commercialista e Revisore Legale

Viviamo in mondo dove la stupidità è ascoltata, l'intelligenza ignorata e l'educazione passata di moda.
Nonostante questo, dopo l'onestà, il mio obiettivo è cercare di intercettare il cambiamento e calarlo nel quotidiano.

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